'Lettera di auguri'
- Italo Mussa
Roma, 16 marzo 1990
Settantottesimo compleanno di Giulio

Caro Giulio,

Auguri! Auguri! Auguri!

So che Viareggio ha preparato per te grandi festeggiamenti. Non riesco a immaginare una festa più originale. Mi dispiace solo non poter essere presente.
Nel ridente luogo delle Maschere, l’”Oceanica” spiccherà come un fiore esotico; così come le “Libertà”, che si riflettono nel Lago di Piediluco, sembrano graziosi animali a spasso per il mondo.

I tuoi colori così cangianti e così fluorescenti, hanno certamente influito non solo sulla psiche, ma sul modo stesso di percepire la pittura nel suo complesso. Sì, caro Giulio, sei un giovanissimo Maestro, ti dobbiamo tutti qualcosa, per esempio I tuoi “Tranquillanti per il mondo” hanno placato non poche isterie di quanti hanno inteso la pittura solo in bianco e nero.

La pittura, hai sempre dimostrato, è colore, dentro e fuori lo spettro, è scrittura non solo automatica. La materia della scrittura è percorribile. Ciò spiega, in un certo senso, le passeggiate che si possono fare sulle “Superfici lunari”, con quei loro crostoni leggeri.

Per te scultura e pittura sono sinonimi di articolazione spaziale, prima che altro “Plurimi” spaziali. Per te non esistono fatti cronologici: l’arte è qualcosa che non si può catalogare come materiale d’archivio. La tua gioia di vivere è la nostra, riflesso profondo di tanta libertà conquistata nel tempo.

Artisti e critici comprenderanno la tua pittura soltanto se si porranno dalla parte insostituibile delle “Libertà”.
Mille di queste opere!!

Salutami Vana, a presto.

Italo Mussa