'Metamorfosi''
Il risultato delle discussioni quale può essere?
Mi si chiede quale è la mia pittura in questo momento?
Spiegarlo non è facile.
Se un uccello è nato bianco, ma con qualche penna grigia,
può sembrare che una sua speranza o una piccola aspirazione fosse
di essere stato tutto grigio.
Nella mia pittura attualmente appare qualche segno o macchia o punto,
che può far diventare il quadro diverso dal colore del fondo
— grigio, rosso, bianco chessia.
Tale metamorfosi è il principio di un qualcosa che nasce,
e non più in modo formalistico, ma in maniera più profonda e intrinseca.
Un modo di agire psicologico e non didattico.
Un modo addirittura terapeutico, basato direi quasi sull'alienazione.
Ci si fa strada sugli altri (quelli di prima e di sempre)
con una distensione apparente.
Quali sono gli altri: sono quelli che vorrebbero ancora una società
con la sua educazione ricattatoria, che va da Dante a Michelangelo.
Mia madre mi diceva da piccolo, stai buono perché i fanti
stanno combattendo!
Così altre società cosidette civili, r'implorano altri Miti.
Il guaio è che per i più ha ancora ragione Michelangelo con
il Cristo Giudicante o il Christo Pancreator.
Per questo penso che questi segni, punti o macchie hanno la loro importanza.
Il fardello di una storia antica o più o meno recente non si porterà più.
E' il momento di fare tutta la trasmissione all'indietro
o in altro senso! Di rovesciare il nastro!
Non è facile: ma abbiamo il vantaggio che si può
provare e riprovare tante volte, perché non siamo ammalati
di pedagogismo.
Le libertà espressive, sono di chi se le prende. Quando non c'è
lo spazio se ne può inventare un altro. II metodo per inventarlo
è già quasi il nuovo spazio.
Così adagio adagio, pazientemente per cambiare l'espressione
e il tempo!
L'apporto di questa forma esistenziale, non può essere
in alcun modo negata, perché per lo meno ha generato un equilibrio
di fronte ai patetismi e ai fanatismi di facile uso.
Vedremo in futuro cosa potrà succedere su questa strada
e quale potrà essere la vicenda nel suo svolgimento.

Giulio Turcato, 'Metarmorfosi', 1965